Anche nel nostro paese la popolarità dei Monster Truck è in crescita, e la serie di gare Monster Jam ne è un esempio; basta guardare i giocattoli apparsi a raffica negli ultimi anni costruiti intorno a questo tema.

Come quasi tutte le mode, la popolarità dei Monster Truck è partita dall'altra parte dell'oceano e nell'ultimo decennio ha cominciato a farsi strada anche nel vecchio continente, diffondendosi sempre più nel mondo.
Cosa sia un Monster Truck probabilmente non ha più bisogno di molte spiegazioni, ma per chiarire a tutti: parliamo di veicoli - soprattutto fuoristrada e pickup - dotati di ruote di dimensioni gigantesche, che permettono loro di superare quasi ogni ostacolo con facilità.
Quell'industria che oggi vale miliardi di dollari, come molte altre cose, nacque un tempo nei garage di semplici appassionati d'auto. Negli anni '70 in America erano molto popolari le cosiddette gare di Mud Bog (paludi fangose) e le competizioni di tiro del trattore. I partecipanti, abili nel fai-da-te, si accorsero presto del potenziale dei veicoli sempre più sollevati e dotati di ruote sempre più grandi, e col tempo le sole dimensioni dei mezzi divennero un fattore di competizione nelle sfide amatoriali.
I veicoli misero però alla prova anche i produttori professionali di ricambi e le officine di tuning, perché per domare la potenza impressionante dei motori e sostenere ruote enormi servivano trasmissioni davvero robuste; iniziarono così a comparire sospensioni specifiche per sollevamento, assali e gruppi di trasmissione dedicati.

Verso la metà degli anni '80 la categoria Monster Truck si trasformò in uno spettacolo a sé stante nelle competizioni e nacquero i camion leggendari come Bigfoot, USA-1 e Bear Foot. Nel 1981, durante un raduno, un certo Bob Chandler, costruttore del Bigfoot, per divertire il pubblico passò con il suo fuoristrada sopra alcune carcasse di auto e, come si suol dire, il resto è storia.
Questi primi Monster Truck somigliavano ancora più a fuoristrada originali che a veri e propri mezzi da gara, ma con l'arrivo dei telai a traliccio e la produzione di componenti speciali presero forma lentamente i mostri da gara che conosciamo oggi.

La Monster Jam, come serie di gare autonoma, nacque nel 1992 e ottenne immediatamente grande popolarità tra il pubblico affamato di spettacolo.
I veicoli non erano più conversioni amatoriali, ma potentissimi mezzi professionali con carrozzerie in fibra di carbonio. Le prime gare consistevano quasi esclusivamente nel confrontare la potenza dei mezzi su tracciati tecnici, mentre compivano salti enormi e le carrozzerie alte ondeggiavano da una parte all'altra.
Nelle gare a punteggio molti venivano eliminati già all'inizio, finché a un certo punto Dennis Anderson, pilota del team Grave Digger, chiese agli organizzatori di poter intrattenere il pubblico nel tempo libero con esibizioni fuori gara (freestyle). Il pubblico ovviamente impazzì, perché nelle arene gigantesche non contava tanto la classifica finale quanto il rombo dei motori da 1500 cavalli, le spettacolari rotazioni dei veicoli e la nuvola di polvere che tutto ciò generava. Gli organizzatori aggiunsero rapidamente la categoria freestyle e inserirono tra le prove anche le manovre su due ruote valutate a punti.

Lo scontro dei giganti non piacque naturalmente solo agli adulti, ma anche ai bambini, così le aziende di giocattoli colsero presto le opportunità offerte dal tema e cominciarono a produrre in piccolo le repliche dei popolari Monster Truck.
Le macchinine Monster sono disponibili anche nell'offerta di Spin Master, di Mattel e di Magic Toys.