Annunciata come la serie più costosa al mondo, The Lord of the Rings: The Rings of Power, seguendo le orme della trilogia originale di Peter Jackson, sostituisce il CGI spesso distruttivo dell'illusione con scenografie costruite, comparse e costumi quando possibile. E per ora sembra che i fan non potranno lamentarsi dell'aspetto degli orchi della Seconda Era.

All'americano IGN è riuscito di realizzare un'intervista con Jamie Wilson, che è il capo del team responsabile delle protesi indossate dagli attori e dalle comparse, e con la produttrice esecutiva Lindsey Weber, da cui è emerso su quali criteri siano stati progettati gli esseri che invadono la Terra di Mezzo in massa, creature che un tempo erano elfi.
Gli orchi della Terra di Mezzo non sono stupidi e conoscono i mestieri, ma appaiono come creature patetiche in Tolkien. Odiano tutti, compresi se stessi e i loro padroni, che servono solo per paura. Non creano cose belle, producono strumenti solo per distruggere.
Wilson e il suo team hanno preso come punto di partenza l'idea che gli orchi ritornano in superficie dopo lungo tempo, perciò la pelle è più chiara e leggermente più liscia, inoltre è evidente che non sopportano bene la luce del sole. Inoltre sono meno muscolosi e presentano sostanzialmente meno ferite e cicatrici dovute a precedenti scontri.

La più grande gioia per i fan potrebbe essere che, a quanto raccontato, quando la macchina da presa li mostra da vicino, quasi sempre si vedranno comparse nella ripresa, che indossano veri costumi, trucco e naturalmente le protesi realizzate con grande cura, in modo che l'effetto complessivo sia davvero realistico. Il CGI viene usato quasi esclusivamente nei casi di scene di massa. È emerso inoltre che per la prima volta nel franchise potremo vedere anche le orche femmine, che in termini di forza e temperamento da combattimento sono almeno alla pari con i maschi.
Chi ha letto i romanzi The Hobbit o The Lord of the Rings avrà notato che Tolkien menziona gli orchi con diversi nomi nella sua opera. I vari nomi sono stati modificati nelle traduzioni e sono entrati nella consapevolezza dei fan con significati differenti. Un termine discutibile è l'inglese "goblin" (in ungherese: kobold) e nella vecchia traduzione di A babó come "manó". Entrambi i nomi indicano gli orchi. Il termine "goblin" (kobold) è più usato per gli orchi di taglia minore, mentre per i loro simili di stazza maggiore si usa "hobgoblin" (óriáskobold). Tolkien usa più spesso il termine "goblin" (kobold) per gli orchi che infestano le Montagne Nebbiose.

The Lord of the Rings: The Rings of Power debutterà il 2 settembre sulla piattaforma di streaming Amazon Prime Video, ma non è l'unico contenuto tolkieniano di cui i fan potranno gioire in quel periodo, perché un giorno prima, il 1° settembre, uscirà anche il videogioco incentrato sul personaggio di Gollum, The Lord of the Rings: Gollum. A questi seguiranno nel 2023 il gioco di sopravvivenza The Lord Of The Rings: Return to Moria, e un anno dopo l'atteso The Lord of the Rings: The War of the Rohirrim anime. Inoltre anche EA sta iniziando a muoversi con il franchise, quindi ci saranno ampie opportunità per tornare a visitare la Terra di Mezzo.